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“Ogni volta che partivamo per l’allenamento e come traguardo
avevamo il Cippo del Carpegna, sapevo che Marco si sentiva in forma,
che voleva mettersi alla prova, che intendeva spingere”.
Così Pino Roncucci, storico direttore sportivo di Marco Pantani ricorda l’impegno del Pirata su questo tracciato, il suo attaccamento ai percorsi della sua terra.
“Era lì che ci dirigevamo molto spesso, nel giorno del cosiddetto “lungo”, quando cioè ci spingevamo a far più strada. Questo avveniva intorno ad aprile, quando cioè la fase di preparazione era completata. O facevamo questo oppure tagliavamo su per Sarsina, San Piero in Bagno poi le Balze, il Fumaiolo e il ritorno dall’altro versante”. “Per me non era difficile trascinarlo su questo tracciato, perché era quello a lui più congeniale, che sentiva proprio “suo”.
Si allenava su queste strade praticamente da sempre,
fin da quando era ragazzino e suo padre lo seguiva in moto; quando correva nei dilettanti insieme a me, nella Giacobazzi, ed ha continuato a farlo quando è diventato professionista, quando ha fatto sognare tutti con le sue imprese. Per me sono stati gli anni più belli, un periodo davvero felice. Era bello vedere questo ragazzo salire con tanto entusiasmo, con una forza ed un’agilità insospettabili. Si accodava spesso a corridori affermati, come Vandi o Savini e non li mollava, li seguiva a ruota.
“Ci raccontò Marino Amadori - ricorda Roncucci - che un anno lo trovò sul suo percorso di allenamento; Marco era un ragazzino e si mise a ruota di questo professionista, sicuramente per sfidarlo, per misurarsi con lui. Marino allora decise di spingere di più sui pedali, con l’intento di staccarlo, ma Marco era sempre lì: Amadori spingeva e lui sempre a ruota, non mollava. Un ragazzino incollato alla ruota di un adulto, in piena forma, in fase di preparazione per il mondiale. Un fenomeno! ” “Marco e Marino Amadori poi – continua Roncucci – si sono incontrati di nuovo nel 1992, quando Pantani vinse il Giro d’Italia e Amadori era appena diventato direttore sportivo, e scherzarono su quell’episodio”
“Questo percorso che ho scelto per la 1° Gran Fondo San Marino Marco Pantani – spiega Roncucci – lo consiglio vivamente a chiunque voglia divertirsi. E’ un tracciato così allenante che si addice a chiunque, cicloamatore o corridore. E’ talmente bello e vario da non far sentire quasi la fatica, per il piacere che si prova a percorrere quelle strade, affrontare quelle salite, addentrasi in quelle valli, in quei panorami affascinanti".
“A chiunque decida di partecipare non posso che augurare buon divertimento”.
Pino Roncucci
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