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Una delle salite più celebrate d’Italia
Chi lo conosce lo definisce un tracciato per “salitomani”,
gli amanti cioè della scalata in bicicletta.
Il Cippo del Monte Carpegna, situato all'interno del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, è una delle salite più celebrate d’Italia, tanto cara a Marco Pantani che qui si allenava per prepararsi a quelle imprese in montagna che lo hanno reso celebre nel mondo.
A chi gli chiese di fare una graduatoria delle salite più belle d’Italia,
il Pirata non ebbe dubbi e rispose: 'Su tutte c'è il Mortirolo, come impegno non ha eguali; poi lo Stelvio, per il paesaggio e la durezza, le Tre Cime di Lavaredo e una salita vicino a casa mia, il Monte Cippo di Carpegna. Chiedete a Merckx, ha un versante durissimo come il Mortirolo...'. Sì, perché qui si verificarono gli scontri rimasti negli annali del ciclismo, fra Eddie Merckx e José Manuel Fuente, nei due passaggi del Giro d’Italia, nel 1973 e nel 1974.
In appena 2,3 chilometri si passa da 750 a 1.020 metri slm, 13% di pendenza media. Subito dopo il distributore inizia secca, al 18% l'ascesa al Cippo.
Sono 6 chilometri davvero impegnativi ma si trovano anche brevi tratti per riprendere fiato, in complesso la scalata risulta abbordabile, con un tratto finale addirittura facile. Al Cippo termina la strada pubblica; solo a piedi o in bici si può continuare verso l'alto: la via diventa privata e c'è una sbarra sulla strada, che per la Gran Fondo San Marino “Marco Pantani” verrà appositamente aperta. Il tratto finale di salita, altri 6 chilometri, è impegnativo ma non impossibile, la via è asfaltata e stretta, la vegetazione è fitta e solo verso il culmine, a 1.430 metri slm, si apre nuovamente la vista sul Sasso Simone e Simoncello.
Dalla cima del monte si gode una spettacolare veduta della Repubblica di San Marino fino al Mare. Il panorama offre inoltre un suggestivo scorcio dell'Appennino tosco-romagnolo con il Monte Fumaiolo e il Monte Aquilone, e della vallata del Marecchia. Nelle giornate più limpide si distinguono chiaramente anche i profili delle coste adriatiche.
Da Coppi in poi – dichiarò Marco Pantani - è una salita che ha fatto la storia del ciclismo e ogni tanto anche il Giro c’è passato. In quel tratto utilizzo il 39 x 19/21”.
Interessante il raffronto con i rapporti usati dal Pirata nelle altre salite celebrate. E’ lui stesso a rivelarlo in una intervista: “Il Mortirolo – dichiarò – l’ho affrontato con il 39 x 21/23. Il Mont Ventoux, nel testa a testa con Armstrong, col 39 x 17/19/21”.
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